
Territorio e Ambiente
Tersan Puglia verso il biometano
Il non ci sto del.Comune di Modugno
Modugno - sabato 5 maggio 2018
12.33
Un non ci sto.arriva ancora una volta.dall'amministrazione Magrone. Al centro della questione Tersan Puglia. In una nota sul profilo Facebook, si legge: 'Da trent'anni affligge la popolazione modugnese, e le limitrofe, col famigerato cattivo odore benché il fenomeno si sia molto ridotto dal 2015 ad oggi. Adesso - si legge ancora - l'azienda di compostaggio rifiuti Tersan, operante a Modugno, vuole trattare i rifiuti in modo da produrre biometano. E per far questo ha chiesto alla Regione Puglia l'autorizzazione a una rilevante modifica del proprio processo produttivo. L'amministrazione modugnese - che dal 2015 raccoglie tutte le denunce di cittadini molestati dalla 'puzza' segnalandole puntualmente all'autorità ambientale che ha il dovere di controllare che l'aria modugnese sia respirabile – annuncia che, come ha sempre fatto, combatterà fino in fondo sia le ulteriori possibili emissioni derivanti dal nuovo progetto Tersan, sia quelle emissioni odorigene che ancora si manifestano in città'.
Su richiesta della Tersan Puglia SpA, la Regione Puglia ha avviato un nuovo procedimento di Autorizzazione Integrata Ambientale che riguarda un nuovo progetto industriale dell'azienda relativamente all'impianto di trattamento rifiuti organici operante a Modugno sulla strada provinciale per Bitonto. La Tersan chiede alla Regione di essere autorizzata all'"Efficientamento energetico e ambientale dell'impianto di produzione compost e biometano". Alla Conferenza di Servizi convocata dalla Regione il Comune di Modugno ha già prodotto proprie osservazioni e richieste di chiarimenti.
"A una prima disamina degli atti – fa notare l'assessore all'ambiente di Modugno Tina Luciano - emerge che viene presentato come efficientamento energetico un progetto di notevole ampliamento dell'impianto, sfruttando aree a destinazione agricola, che aumenta la quantità di percolato trattato rispetto al rifiuto secco. La modifica di impianto per cui Tersan chiede l'autorizzazione è finalizzata alla produzione di biometano. E la produzione di biometano ha implicazioni ritenute pericolose per la salute umana, lo si dice anche in uno studio Isde del febbraio 2015. Siamo perciò molto preoccupati dell'ulteriore impatto emissivo sul territorio modugnese e per questo, come abbiamo fatto per l'inceneritore Newo, saremo rigorosissimi nella difesa della qualità dell'aria cittadina."
Quella richiesta da Tersan è, infatti, un'autorizzazione per una modifica sostanziale del proprio processo produttivo finalizzata alla estrazione della parte liquida dei rifiuti (il percolato) per la produzione di biogas. Lo scorso 15 marzo, nella Conferenza di Servizi indetta nell'ambito del procedimento autorizzativo avviato dalla Regione, l'amministrazione modugnese ha formulato una lunga lista di richieste di precisazioni e osservazioni sia di carattere ambientale che urbanistico. Sotto quest'ultimo profilo, il Comune di Modugno ha già rilevato che "l'intervento proposto non è conforme dal punto di vista urbanistico al Piano Regolatore vigente del Comune di Modugno"e pertanto chiede, il Comune, "di essere direttamente coinvolto quale autorità competente per esprimere specifico parere in materia urbanistica e/o pronunciarsi su una eventuale istanza di variante urbanistica che dovrà essere necessariamente indirizzata a questo ente e sottoposta ove ve ne siano i presupposti al Consiglio Comunale".
"In aggiunta a tutto ciò – spiega l'assessore Luciano - Tersan ha già chiesto e ottenuto modifiche definite non sostanziali tra cui lo stravolgimento delle prescrizioni richieste dal Comune di Modugno nel 2015."
L'amministrazione Magrone aveva prescritto alla Tersan la verifica della molestie olfattive con un sistema di monitoraggio delle concentrazioni odorigene nell'aria che segnalasse in tempo reale il fenomeno, con la geolocalizzazione della segnalazione e con successiva attività di controllo delle emissioni a camino. E il Tar, investito dal ricorso Tersan, ha anche confermato come pienamente valide le prescrizioni del Comune di Modugno. "Ora invece la Regione - continua Tina Luciano - ha approvato la modifica richiesta da Tersan in ordine alle modalità di misurazione del cattivo odore. Noi avevamo individuato una modalità rapida di misurazioni mentre la Regione, accogliendo la richiesta di Tersan, di fatto rallenta la soluzione del problema della puzza. Rilevo un dato costante dal 2013 ad oggi: ogni volta che ci avviciniamo a un risultato arriva da Tersan la richiesta di modifica del processo produttivo che comporta la riapertura degli iter amministrativi e lo spostamento nel tempo della soluzione del problema".
Da quando Tersan ha ottenuto dalla Regione la modifica della modalità di misurazione degli odori, infatti, è tornato a manifestarsi il problema della puzza a Modugno. Il cattivo odore nell'aria modugnese diffuso dall'azienda di compostaggio Tersan, pur ridimensionato e intermittente, resta in alcune aree del paese costante, sgradevole e molesto al punto da provocare nausea, capogiri, irritazioni delle vie respiratorie, come descritto nelle segnalazioni di cittadini che l'amministrazione raccoglie scrupolosamente per poi trasmetterle ad Arpa Puglia sollecitandola a intervenire perché le emissioni Tersan rientrino nei limiti tollerabili dalla popolazione.
Su richiesta della Tersan Puglia SpA, la Regione Puglia ha avviato un nuovo procedimento di Autorizzazione Integrata Ambientale che riguarda un nuovo progetto industriale dell'azienda relativamente all'impianto di trattamento rifiuti organici operante a Modugno sulla strada provinciale per Bitonto. La Tersan chiede alla Regione di essere autorizzata all'"Efficientamento energetico e ambientale dell'impianto di produzione compost e biometano". Alla Conferenza di Servizi convocata dalla Regione il Comune di Modugno ha già prodotto proprie osservazioni e richieste di chiarimenti.
"A una prima disamina degli atti – fa notare l'assessore all'ambiente di Modugno Tina Luciano - emerge che viene presentato come efficientamento energetico un progetto di notevole ampliamento dell'impianto, sfruttando aree a destinazione agricola, che aumenta la quantità di percolato trattato rispetto al rifiuto secco. La modifica di impianto per cui Tersan chiede l'autorizzazione è finalizzata alla produzione di biometano. E la produzione di biometano ha implicazioni ritenute pericolose per la salute umana, lo si dice anche in uno studio Isde del febbraio 2015. Siamo perciò molto preoccupati dell'ulteriore impatto emissivo sul territorio modugnese e per questo, come abbiamo fatto per l'inceneritore Newo, saremo rigorosissimi nella difesa della qualità dell'aria cittadina."
Quella richiesta da Tersan è, infatti, un'autorizzazione per una modifica sostanziale del proprio processo produttivo finalizzata alla estrazione della parte liquida dei rifiuti (il percolato) per la produzione di biogas. Lo scorso 15 marzo, nella Conferenza di Servizi indetta nell'ambito del procedimento autorizzativo avviato dalla Regione, l'amministrazione modugnese ha formulato una lunga lista di richieste di precisazioni e osservazioni sia di carattere ambientale che urbanistico. Sotto quest'ultimo profilo, il Comune di Modugno ha già rilevato che "l'intervento proposto non è conforme dal punto di vista urbanistico al Piano Regolatore vigente del Comune di Modugno"e pertanto chiede, il Comune, "di essere direttamente coinvolto quale autorità competente per esprimere specifico parere in materia urbanistica e/o pronunciarsi su una eventuale istanza di variante urbanistica che dovrà essere necessariamente indirizzata a questo ente e sottoposta ove ve ne siano i presupposti al Consiglio Comunale".
"In aggiunta a tutto ciò – spiega l'assessore Luciano - Tersan ha già chiesto e ottenuto modifiche definite non sostanziali tra cui lo stravolgimento delle prescrizioni richieste dal Comune di Modugno nel 2015."
L'amministrazione Magrone aveva prescritto alla Tersan la verifica della molestie olfattive con un sistema di monitoraggio delle concentrazioni odorigene nell'aria che segnalasse in tempo reale il fenomeno, con la geolocalizzazione della segnalazione e con successiva attività di controllo delle emissioni a camino. E il Tar, investito dal ricorso Tersan, ha anche confermato come pienamente valide le prescrizioni del Comune di Modugno. "Ora invece la Regione - continua Tina Luciano - ha approvato la modifica richiesta da Tersan in ordine alle modalità di misurazione del cattivo odore. Noi avevamo individuato una modalità rapida di misurazioni mentre la Regione, accogliendo la richiesta di Tersan, di fatto rallenta la soluzione del problema della puzza. Rilevo un dato costante dal 2013 ad oggi: ogni volta che ci avviciniamo a un risultato arriva da Tersan la richiesta di modifica del processo produttivo che comporta la riapertura degli iter amministrativi e lo spostamento nel tempo della soluzione del problema".
Da quando Tersan ha ottenuto dalla Regione la modifica della modalità di misurazione degli odori, infatti, è tornato a manifestarsi il problema della puzza a Modugno. Il cattivo odore nell'aria modugnese diffuso dall'azienda di compostaggio Tersan, pur ridimensionato e intermittente, resta in alcune aree del paese costante, sgradevole e molesto al punto da provocare nausea, capogiri, irritazioni delle vie respiratorie, come descritto nelle segnalazioni di cittadini che l'amministrazione raccoglie scrupolosamente per poi trasmetterle ad Arpa Puglia sollecitandola a intervenire perché le emissioni Tersan rientrino nei limiti tollerabili dalla popolazione.