Ex Auchan di Modugno, il grido disperato dei 35 dipendenti rimasti fuori

La Fisascat Cisl sottolinea la volontà di porre rimedio alla situazione pretendendo che si cerchino altri criteri di scelta

lunedì 7 settembre 2020 18.06
Una situazione difficile e drammatica quella relativa alla non ancora aperta procedura di mobilità per i 26 lavoratori del punto vendita ex Auchan di Modugno che dovrebbero uscire dal mondo del lavoro tramite incentivo all'esodo, anche se gli esuberi complessivi al momento restano 35. Il punto vendita ex Auchan di Modugno ha cambiato pelle, essendo stati ceduti alla Maiora s.r.l. ben 8.827 mq. di cui 2.900 per l'area vendita, 4.700 di pertinenze, e 1.038 per zona uffici perfettamente agibili.

"Formalmente - spiega Miriam Ruta Segretaria Generale Fisascat Cisl Bari - il perfezionamento della cessione del ramo d'azienda dovrebbe avvenire domani 8 settembre 2020 ma, in sfregio alla legge art. 2112 c.c., la quale prevede che tutti i lavoratori debbono essere a loro volta assunti dalla Maiora s.r.l., è stato già comunicato di volere acquisire le attività food, escludendo tutto ciò che non è reparti freschi assistiti in quanto Maiora concentra la sua attività sulla macelleria salumeria, BLS ,pescheria, gastronomia, ortofrutta, grocery. "

La domanda che in molti si fanno ora è: se è vero che la Maiora s.r.l. ha centralizzato a Corato le attività amministrative, per cui gli uffici resteranno verosimilmente scarsamente utilizzati, che fine faranno i 4.700 metri quadri che costituiscono le aree pertinenziali, delle quali la società non ha voluto svelare la destinazione d'uso?

La FISASCAT CISL Bari contesta da tempo a Margherita Distribuzione l'intero impianto della cessione del ramo di azienda non essendo affatto trasparenti tutti i passaggi, soprattutto i criteri di scelta, nonchè cosa realmente è stato ceduto, atteso che non hanno mostrato l'atto notarile che andranno a sottoscrivere, e considerato che non si vede uno spiraglio oltre il 31.12.2020 da parte degli "esclusi": non possono costoro vivere solo ed esclusivamente di ammortizzatori sociali, come in passato, e da ultimo la cassa integrazione causale Covid -19, il quale non è lo strumento idoneo a sostegno di un percorso volto alla ricollocazione dell'occupazione, bensì esso è solo un tubicino dal quale passa poca "aria" per i reali bisogni di vita dei lavoratori, e considerato che la Maiora s.r.l. è, a tutti gli effetti, una azienda leader nell'area meridionale con la sua catena di supermercati ed ipermercati, nei quali si vende sia il food che il no food (!).

La condotta della Margherita Distribuzione vìola gli stessi Accordi sottoscritti, a partire dall'Accordo Nazionale, che le intese nazionali, con particolare riguardo agli interventi di ricollocazione e riqualificazione del personale così chiaramente espresso al punto 4.11 del Verbale di Accordo del 23.03.2020, e successive integrazioni, per non tacere della parte relativa alla Sezione 4. "Interventi di ricollocazione/riqualificazione professionale".

Per questo motivo, in favore dei lavoratori tutti, ed in questo caso particolare, dei lavoratori di Modugno si cercherà in ogni modo di porre rimedio a questa ingiustizia pretendendo che si cerchino altri criteri di scelta, per la migliore tutela dei lavoratori, ed evitare di lasciare per strada le 35 famiglie che potrebbero agevolmente essere collocate nel nascente ipermercato.